Essere seguiti da un bravo mentore, un insegnante, che non si limiti solo nell’aiuto compiti o a correggere esercizi ma che, anzi, ascolta, incoraggia, trasmette fiducia, è un’esperienza che può fare la differenza per ragazzi e ragazze durante l’adolescenza o il loro percorso universitario.
Eppure a volte questa figura di riferimento viene sottovalutata, quasi fosse un semplice “contorno” alle lezioni o alle attività.
Chiunque abbia svolto il ruolo di “guida”, però, sa bene quanto impegno, attenzione e quanta passione siano necessari per creare un ambiente in cui i ragazzi possano esprimersi al meglio.
Concentrazione, fiducia e ascolto
Spesso un adolescente o uno studente universitario si trova di fronte a ostacoli che non riguardano solo le materie di studio. C’è la fatica di mantenere la concentrazione, la sfiducia in se stessi (per gli adolescenti), il bisogno di sentirsi ascoltati, il timore di sbagliare o di non essere all’altezza. In un contesto del genere è importante la presenza di qualcuno che, con pazienza e costanza, mostra come organizzare gli argomenti, gestire i tempi, valorizzare punti di forza e lavorare su quelli deboli. Studiando insieme si può trasformare radicalmente l’esperienza di apprendimento.
Un buon metodo di studio, infatti, non è una ricetta rigida, ma un insieme di strategie che cambiano e si modellano sulla persona, sulla sua storia, sul suo modo di apprendere, e questo è possibile solo se si instaura un rapporto di fiducia reciproca.
Passione per la materia
Dietro i miglioramenti costanti si celano stimoli positivi, una presenza tranquilla che sa accompagnare, un passo alla volta, verso la meta.
Non è solo questione di “spiegare meglio” o “avere più pazienza”. Ma si tratta di mostrare entusiasmo per lo studio, innanzi tutto, ma anche per le piccole conquiste quotidiane.
Avere un’alleata o un alleato che crede nelle tue capacità può cambiare completamente il tuo modo di affrontare lo studio.
Volare da soli
Quando poi arriva il momento di volare da soli, ci si porta dentro il bagaglio di esperienze e suggerimenti che sono stati trasmessi durante il percorso.
Un buon mentore è quello che lascia andare, che non “trattiene” lo studente per sé, ma gli insegna a camminare con le proprie gambe. E questa è la parte più gratificante. Cioè vedere che, grazie a quel tempo condiviso, la persona prosegue in modo più sicuro, più consapevole.
Certo, capita che qualcuno dimentichi in fretta l’importanza del sostegno ricevuto. Capita che acquisite le competenze necessarie si creda di poter fare altrettanto bene senza. E ci sta. Ciascun studente ci mette del proprio.
Ma chiunque abbia lavorato con serietà e passione sa che prima o poi quel seme, col tempo, diventarà un bellissimo albero e il ricordo ritornerà a te. L’influenza di un buon esempio, di un metodo preciso e di un approccio propositivo non si perde nel nulla.
Compagni di viaggio
Il punto è proprio questo: una guida efficace non si sostituisce al percorso di una persona, ma ne è la compagna di viaggio, la spinta gentile che rende più forte la motivazione e più solido il metodo. Si tratta di una presenza che, anche una volta conclusa l’esperienza diretta, resta come voce interiore. E quando un ragazzo o una ragazza acquisisce quella consapevolezza, si accende una luce in grado di brillare anche nei momenti di difficoltà.
Ciò che dà più valore a tutto questo, secondo me, è il lato umano. La gioia di vedere crescere un giovane, di osservarlo scoprire con stupore di avere risorse che non pensava di possedere, di farlo sorridere quando si rende conto che sta raccogliendo i frutti di tanto impegno.
Sono momenti che restano sia per chi riceve l’aiuto, sia per chi lo offre. Ecco perché la figura della guida, nei periodi scolastici o universitari, è tanto preziosa. Non si tratta solo di uno scambio di nozioni, ma è un’esperienza di crescita condivisa, dove impariamo, docenti e studenti, persona e persona.
Aiuto compiti
Un aspetto centrale del mio approccio è che non mi limito a “svolgere il ruolo, di “aiuto compiti”fare i compiti”. Che lo studente deve fare da solo e poi verifichiamo insieme. Personalmente metto in gioco tutto me stesso affinché lo studente non solo apprenda le nozioni, ma le faccia proprie.
La mia idea di insegnamento non è basata sul semplice trasferimento di informazioni, ma sul percorso che si costruisce insieme, in cui nasce una vera passione per ciò che si studia. Sono convinto che, se io stesso vivo con energia e convinzione le materie che propongo, allora anche lo studente inizierà a scoprirne la bellezza con occhi nuovi.
Nulla è più gratificante di veder fiorire quella scintilla di curiosità che spinge a imparare per il puro piacere di farlo.
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